Dalle incognite alle incertezze
Ogni nostra acquisizione nasce da un insieme di incognite.
Per un’area di sviluppo: otterrà l’iter autorizzativo? Avrà la connessione alla rete? Arriverà alla fase di cantiere?
Per un credito o una società: la struttura finanziaria è risanabile? Il valore inespresso può essere sbloccato?
Il nostro ruolo è risolvere queste incognite investendo capitali propri nel processo, per trasformare situazioni complesse in asset pronti ad accogliere partner istituzionali o a sostenere percorsi di crescita industriale.
La sequenza ripetibile
Puntiamo su trend decennali e, al loro interno, individuiamo le nicchie in cui le barriere tecniche limitano la competizione e il rischio di perdita è controllabile. Selezioniamo l’imprenditore che conosce il mercato dall’interno, costruiamo attorno a lui un team dedicato e ne acceleriamo lo sviluppo con i capitali e il metodo operativo del Gruppo.
Tre leve, una sola logica
Le società del Gruppo LIO creano valore in modi diversi. Tre piattaforme sviluppano real asset, una investe in special situation e una consolida i rendimenti in partecipazioni industriali. Il comune denominatore è una cultura degli investimenti rigorosa e data-driven, sostenuta da capitali permanenti che operano trasversalmente in tutte le divisioni.
Piattaforme di sviluppo 0 → 1 · THIEL, 2014
DC, Energy e Capital curano l’origination delle opportunità, si assicurano il controllo dell’asset sottostante e ne gestiscono l’intero iter autorizzativo fino alla fase ready-to-build. A quel punto, l’asset viene ceduto, messo a reddito o co-sviluppato affiancando un operatore strategico.
Piattaforma di investimento
SSG opera su special situation illiquide ma in grado di generare cassa (crediti distressed, procedure concorsuali e asset illiquidi) accelerando la propria crescita proprio quando i mercati si contraggono.
Piattaforma di compounding
1 → n · THIEL, 2014 | KAPLAN & STRÖMBERG, 2009
Industries acquisisce partecipazioni di controllo o co-controllo in realtà industriali capaci di generare cassa in modo continuativo grazie a prodotti maturi, alleandosi con chi le dirige. Non esiste un orizzonte di exit: gli utili restano in azienda per capitalizzare e consolidare la proprietà industriale nel lungo termine.
Il tratto distintivo rimane invariato: prendere la complessità e districarla.
Un ponte per i capitali istituzionali
“A nessuno interessa un’autorizzazione. Interessa l’energia, nei tempi previsti.” CHRISTENSEN, 2003
Il rischio che frena il mercato è il nostro punto d’ingresso. I grandi investitori globali cercano esposizione ai real asset italiani (data center, rinnovabili, ospitalità iconica), ma le loro strategie d’investimento non contemplano l’early risk: iter urbanistici, permitting, code di connessione alla rete e contenziosi. Assorbire quel rischio è il nostro modello di business. LIO individua l’asset, ne risolve le criticità e finanzia l’intero permitting, investendo capitale proprio nella fase più rischiosa. I partner istituzionali entrano in una fase successiva: acquistano l’asset ready-to-build, partecipano al co-sviluppo o apportano capitale senior attraverso il nostro network. Il nostro capitale assorbe il rischio iniziale, creando le condizioni per l’ingresso di investitori istituzionali. È qui che si inserisce LIO: tra i capitali internazionali e gli asset italiani con le più alte barriere d’ingresso, mettendo il proprio bilancio al servizio del loro sviluppo.
Assumiamo il rischio iniziale. I partner entrano a complessità risolta.
Perché l’Italia
L’Italia ha il capitale umano, la capacità manifatturiera e l’ambizione per guidare l’innovazione. Ma per troppo tempo i capitali nazionali hanno esitato, lasciando che il valore venisse sviluppato oltre confine.
Oggi, le infrastrutture digitali, l’intelligenza artificiale e le rinnovabili stanno aprendo un nuovo mercato. Sono orizzonti di sviluppo decennali in cui l’Italia non può limitarsi a osservare.
Le nostre piattaforme di sviluppo servono esattamente a questo: individuare l’asset, portarlo a una scala istituzionale e rafforzare la competitività strategica del Paese.