Il valore nascosto nella complessità

Nel 2009, Francesco Marini ha fondato LIO investendo inizialmente nelle rinnovabili, guidato da un principio: si genera valore risolvendo la complessità con competenza e dedizione costante.

Da allora, LIO ha creato cinque piattaforme guidate dalla stessa filosofia, mantenendo intatto l’assetto proprietario delle origini.

Da questo dipende tutto il resto: cosa possiamo acquistare, per quanto tempo possiamo detenerlo, come scegliamo e come gestiamo il rischio.

Il nome

LIO viene dal greco leios (λείος): liscio. È la parola che i Greci usavano per il marmo lavorato: la pietra veniva trasportata per chilometri e poi lavorata con pazienza e abilità finché la superficie grezza e irregolare diventava liscia. È lo standard dietro ogni nostra piattaforma: levigare ogni complessità senza lasciare nulla al caso.

Indipendenti per scelta

Cosa acquisiamo

Puntiamo a contesti in cui il nostro metodo può fare la differenza. A volte la complessità è tangibile: iter autorizzativi, contenziosi o ristrutturazioni aziendali. In molti altri casi, si tratta di mercati ancorati al "si è sempre fatto così": la condizione che preferiamo, perché è lì che risiede il vero valore. Investendo risorse dirette e senza i vincoli tipici dei fondi, vediamo un’opportunità in qualsiasi operazione che il nostro rigore possa trasformare.

Orizzonte di investimento

Nessuna scadenza ci impone una exit. Possiamo cedere un progetto ready-to-build, svilupparlo per metterlo a reddito, oppure mantenere un’azienda in portafoglio senza limiti di tempo. È la natura stessa dell’operazione a dettare le tempistiche.

Pochi progetti, massima cura

Ogni progetto è seguito per anni dallo stesso team. Autorizzazioni, allacciamenti e contenziosi non si sbloccano da soli, e il successo si costruisce curando ogni singolo dettaglio. Questa dedizione ha un costo: limita il numero di progetti che possiamo seguire. La nostra selezione è quindi rigorosa: poche operazioni alla volta, scelte dalle stesse persone che le porteranno a termine.

Chi decide

Decide chi si assume il rischio della perdita. Non c’è un comitato esterno da convincere né un fondo a cui rendere conto, così possiamo impegnarci su un progetto prima che si apra una gara, e restare al suo fianco per tutti gli anni necessari.

Il Playbook LIO in azione

2009

Francesco Marini fonda LIO a Milano investendo nelle energie rinnovabili: il primo megatrend, e la nascita della prima piattaforma.

2014

Nasce la divisione special situations e asset illiquidi: lo stesso metodo applicato alla complessità finanziaria e legale.

2017

LIO Capital: ingresso nel real estate, inizialmente per valorizzare le posizioni acquisite attraverso LIO SSG, poi evoluto in sviluppatore nell’hospitality di lusso.

2023

La piattaforma Energy viene rilanciata come sviluppatore multi-tecnologia (fotovoltaico, BESS, eolico); nasce la piattaforma data center.

2026

LIO Industries: il modello del Gruppo si estende alle aziende industriali.